La Scopigno Cup vanta tanti di quei gioielli da fare invidia alla Regina Elisabetta. A partire dai calciatori: «Ne conto almeno un cinquantina approdati tra i professionisti» ricorda Fabrizio Formichetti, che dal ’93 non si è fermato un attimo.

Non avrebbe mai pensato che alla sua Scopigno Cup - animata da alcuni appassionati volontari - avrebbero partecipato le stelle del calcio nazionale ed europeo: a Rieti hanno giocato Fernando Torres, Heitinga, Piquè, la stella della Roma Mattia Destro, Snejder, gli juventini Giovinco e Marchisio, Philip Lahm. E poi, chi se li dimentica i reatini: Federico Dionisi, Mario Pacilli e Alessio Luciani. E mentre i calciatori oggi in campo nel ‘93 e nel ‘94 non erano neppure nati, Emanuele Morini si fregiava, per primo (quando il torneo era Esordienti), del premio di miglior giocatore con due maglie diverse, quelle di Lodigiani e Roma (unico club ad aver vinto due volte di fila nonché il più titolato del torneo). Morini, sabato, incontrerà di nuovo Formichetti.

E gli allenatori? Tanti quelli famosi o diventati tali, dopo esser passati per le panchine dello Scopigno. Da Simone a Pippo Inzaghi, fino a Stramaccioni e Tovalieri. Ben venti, tra quelli di A e B, insigniti del Premio Manlio Scopigno: da Delio Rossi, Mancini, Capello, Zeman, Allegri e Conte, solo per citarne alcuni, mentre quest’ultimo lo riceverà di nuovo a fine maggio per la passata edizione. Nella 22esima Scopigno Cup sono oltre 200 i calciatori pronti a darsi battaglia.

FONTE: ilmessaggero.it

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