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Missione compiuta, con due turni di anticipo e la soddisfazione di essere arrivati all’ultima giornata senza avere più nulla da temere. Ce l’hanno fatta gli Allievi del Settebagni, costretti in estate a ripartire da zero, ma tornati nei Regionali dopo appena una stagione, sotto la sapiente guida di Enzo De Angelis.

 

Mister, missione compiuta. Era l’obiettivo che vi eravate prefissati?

<<In realtà bisogna partire da questa estate, quando a giugno siamo stati costretti a ricominciare da zero, vista la cessione dei titoli da parte del Settebagni. Del vecchio gruppo erano rimasti solo quattro o cinque elementi, mentre gli altri avevano scelto di andare all’Atletico Fidene>>.

 

Una squadra da costruire dalle fondamente quindi.

<<Sì, esattamente. All’inizio puntavamo solamente a riformare un gruppo che potesse crescere e competere. Mano a mano però l’affiatamento tra i ragazzi è aumentato ed i risultati ci hanno messo nelle condizioni ci credere in questo primo posto>>.

 

La svolta c’è stata a dicembre però.

<<Alla riapertura delle liste abbiamo avuto la possibilità di innestare tre elementi che hanno dato maggior completezza alla rosa, mettendomi nelle condizioni di poter avere una scelta più vasta. Poi devo ammettere che anche il calo degli avversari ci ha aiutato. Noi siamo stati bravi a crederci sempre, non mollando neanche quando la situazione sembrava essere più difficile. Ai ragazzi ripetevo sempre che il nostro obiettivo doveva essere quello di arrivare all’ultima giornata con ancora qualcosa da giocarci: mi hanno ascoltato e questo è il risultato che li ripaga per il loro impegno>>.

 

Dopo la sconfitta con l’Athletic Soccer Academy avete inanellato una serie di dieci vittorie consecutive. Ecco, cosa è scattato nella mente dei ragazzi in quel momento?

<<Probabilmente lì il gruppo ha preso più consapevolezza dei suoi mezzi. Senza nulla togliere all’Athletic, quella gara noi non l’avevamo giocata male, regalando forse il primo tempo. Da quel momento i ragazzi hanno aumentato la convinzione nelle proprie possibilità, capendo che potevano veramente giocarsi la proprie carte>>.

 

Personalità ma anche gioco.

<<Sì, devo dire che abbiamo prodotto un buon calcio per la maggior parte della stagione, tranne nelle ultime gare, dove devo ammettere che si è pensato più al risultato finale. La partita dove forse è emersa la forza dei ragazzi è stata quella con il Tor Sapienza. Lì, in casa loro, anche se il risultato ci ha ampliamente premiato (3-0), abbiamo sofferto tanto. È stata la gara dove la coesione e la voglia del gruppo è emersa, con i ragazzi che si sono aiutati tra loro, sacrificandosi per raggiungere quel traguardo che vedevamo davanti a noi>>.

 

Voi allenatori siete sempre portati ad elogiare il gruppo, ma se le chiedessi di farmi i nomi dei singoli che più si sono messi in mostra, cosa risponderebbe?

<<Effettivamente devo spendere parole di elogio per tutti, perché ognuno di loro è cresciuto tanto da inizio stagione in poi. Se devo sceglierne due, dico Pallante e Di Sotto. Il primo era un terzino, che si è adattato a giocare in un altro ruolo, riscattando la scorsa stagione, dove un infortunio gli aveva impedito di trovare spazio. Di Sotto invece va lodato per la sua duttilità e la disponibilità a giocare dove serviva, facendo anche gol importanti. Anche lui la scorsa stagione aveva avuto dei problemi e sono contento abbia trovato regolarità quest’anno. Il sacrificio di questi due ragazzi è stato encomiabile, ma sono solo due di un insieme di giocatori che ha fatto enormi passi avanti dall’inizio ad oggi>>.

 

Chiudiamo parlando di futuro.

<<Questo gruppo confluierà nella Juniores, che ha vinto il campionato. Io invece prenderò i ’98, una categoria che ho già allenato. È una buona squadra, che può far bene. Con loro partiremo già da una base solida, gettata in questa stagione anche da lavoro di mister Pisa. Vedremo cosa riusciremo fare>>.

 

Intanto il Settebagni è ripartito…

 

Matteo Latini

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