Il San Cesareo ritrova sé stesso, regalandosi il Terracina e prolungando una stagione che la settimana scorsa sembrava poter essere arrivata al capolinea. Ferazzoli riscopre però il carattere dei suoi quando più serviva, ridimensionando i sogni dell’Olbia di mister Biagioni.

Che i rossoblù abbiano altro passo rispetto a sette giorni fa lo si vede fin dalle prime battute. Passa appena 1’ e Siclari si fa già vedere, spedendo fuori di un soffio il suo diagonale.

La mira funziona invece alla perfezione a De Paolis, che al 10’ sorprende Sorrentino col destro, mandando il pallone sotto la traversa, senza che l’estremo difensore riesca ad intervenire e salvare i suoi.

L’Olbia non sta però a guardare. I sardi giocano le proprie carte, tanto da rimettere la gara in equilibrio al 24’, quando Castagnaro fa un tanto goffo quanto involontario regalo a Pozzebon, facendosi sfuggire dalle braccia l’innocuo tentativo del numero 9, che s’infila in rete per il pari.

L’1-1 rischia di far riaffiorare al “Pera” i fantasmi dell’ultimo scorcio di stagione. È Foderaro a cercare di scacciare gli spettri alla mezzora, fornendo a Sorrentino l’occasione della redenzione, con una botta da pochi passi che il numero 1 devia in angolo con un guizzo decisivo.

La ripresa segna il cambiamento di una partita dalla quale l’Olbia esce con lo scorrere dei minuti, soggiogata dalla stanchezza di un viaggio difficile per i muscoli dei sardi. I San Cesareo non se lo fa ripetere due volte e ne approfitta, iniziando a spingere e trovando lo sbocco buono al quarto d’ora.

L’undici di Ferazzoli ribalta l’azione in un amen, spingendo una ripartenza che Foderaro chiude alla perfezione, rifinendo la trama con l’orlo nell’angolino basso per il nuovo sorpasso.

Gli ospiti sembrano non averne più e solo Pozzebon riesce a rendersi pericoloso, ma la sua punizione crea solo apprensione e nulla più a Castagnaro.

È il canto del cigno sardo, perché appena 3’ dopo i padroni di casa decidono sia arrivato il momento di chiudere la pratica. Complice la difesa dell’Olbia, Foderaro sfrutta l’imbeccata di De Paolis per presentarsi in completa solitudine davanti a Sorrentino, mettendo il timbro sul passaggio del turno.

Prima del triplice fischio finale cerca gloria anche Siclari, sfruttando un’azione in fotocopia con quella del tris per fa nuovamente visita a Sorrentino, trovando però il palo a tenergli le polveri bagnate.

Ne bastano comunque tre e il San Cesareo vola via, riuscendo a presentarsi all’appuntamento con il Terracina e al secondo turno dei playoff. Mercoledì Ferazzoli vedrà se i sogni potranno continuare ad essere coltivati.

 

SAN CESAREO-OLBIA 3-1

SAN CESAREO: Castagnaro, Olivieri, Bernardi, Gissi, D’Ambrosio, Galluzzo, Felici, Cerro (35’st Stazi), Foderaro (37’st Del Vecchio), De Paolis, Siclari (42’st Fiore). A disp.: Matera, Tarantino, Campanella, Desantis, Fischetti, Longobardi. All.: Ferazzoli.

OLBIA: Sorrentino, Malesa, Doddo, Varone, Peana, Varrucciu (30’st Manetta), Capuano (17’st Aloia), Simeoni, Pozzebon, Corona, Budroni (30’st Del Rio). A disp.: Saro, De Cicco, Farina, Abachisti, Taras. All.: Biagioni.

ARBITRO: De Luca di Ercolano.

MARCATORI: 10’st De Paolis (S), 24’st Pozzebon (O), 16’st 23’st Foderaro (S).

NOTE: Ammoniti: Cerro (S), Malesa (O), Peana (O), Simeoni (O); Recupero: 1’pt, 4’st.

 

Matteo Latini

Ci ha messo trentaquattro giornate, ma alla fine il Serpentara ha portato a termine ciò per il quale era stato costruito in estate. Lucidi chiude il cerchio contro il Cre.Cas., bravo a tenere aperto il campionato fino all’ultima giornata, salvo poi cedere di schianto in un “Savoia” traboccante e agghindato a festa, pronto a stappare la bottiglia, il cui tappo ci ha pensato uno straordinario Barile a farlo definitivamente saltare.

Che il numero 9 locale sia in giornata, gli ospiti se ne accorgono già al 5’, quando il suo sinistro fa le prove generali, scaldando per la prima volta le mani di Lauri.

I padroni di casa spingono e al 18’ è un’imbucata di Romagnoli a pescare l’inserimento tra le linee di Morici, il cui diagonale rimbalza ad un soffio dal palo, smorzando in gola l’urlo di gioia del “Savoia”.

L’esultanza non deve però aspettare poi molto per potersi liberare. È il 26’ infatti, quando Barile vede Lauri fuori dai pali, decidendo di provare il jolly da zona decisamente proibitiva e realizzando un gol tanto difficile quanto straordinario, avvicinando il Serpentara all’Eccellenza.

Il Cre.Cas. accusa il colpo. Solo al 29’ ci prova Matozzo a scuotere i suoi, provando un sinistro che una deviazione gli spegne in corner.

Al 37’ è Calabresi a cercare la porta su punizione, chiamando Bravetti al primo vero intervento domenicale.

È però il Serpentara ad avere in mano la gara e decidere quando affondare. Nel finale è Romagnoli ad avere lo spazio per spingere sulla corsia di destra, pennellando al centro un pallone sul quale prima Mattei e poi Barile non riescono a piazzare la zampata.

Gli ospiti tornano a squillare appena due giri di lancette più tardi, con Giacché che trova il taglio di Pangrazi, che spara alto de pochi passi, sprecando l’unica vera occasione ospite.

Dalla parte opposta del campo è Morici a cercare il destro da fuori, spedendo il pallone fuori per una questione di pochi centimetri.

La ripresa inizia sempre con la capolista in controllo di una gara che al quarto d’ora vede compiersi la sua definitiva svolta. Il solito Romagnoli fa il vuoto a destra, mettendo all’altezza del dischetto un pallone su quale Morici non riesce arrivare per l’intervento in scivolata di Corsi. Il signor Saia è lì e opta per il calcio di rigore, estraendo un giallo che per il numero 5 di Gentili è il secondo e vuol dire doccia anticipata.

Dagli undici metri Barile è impeccabile, spedendo il pallone dalla parte opposta rispetto al tuffo di Lauri, e mettendo le ali al Serpentara.

Il raddoppio e l’uomo in più spingono ulteriormente una capolista che al 19’ sfiora il tris, ma Morici non riesce ad inquadrare lo specchio di testa sul suggerimento dalla sinistra di De Santis.

Il tris è però nell’aria e si materializza allo scoccare del 34’. Ad ispirare è sempre Romagnoli, a spingerla dentro è come al solito Barile, che si stacca dalla generosa marcatura di Ferraro, appoggiando dentro il più comodo dei suoi tre gol e portando via anche il pallone oltre all’Eccellenza.

Prima della fine Romagnoli macchia però la sua partita, colpendo con una gomitata Matozzo e rimediando a sua volta un rosso che pareggia solamente la situazione numerica.

Al Cre.Cas. non riesce ad andare a segno neanche il punto della bandiera, con Serini che non sfrutta l’errore di uno Scotto di Clemente già con la testa ai festeggiamenti, calciando sul neoentrato Mennini un gol che avrebbe cambiato solo il punteggio, ma non il senso della gara.

È l’ultimo brivido, poi è il triplice fischio finale di Saia a far esplodere un “Savoia” che al secondo tentativo vede i suoi ragazzi tagliare il traguardo in testa al gruppo. Finisce all’ultima curva al corsa del Cre.Cas., al quale rimane il secondo posto, ma soprattutto una finale di Coppa Italia che potrebbe comunque regalare la promozione senza playoff.

A brindare per ora è solo il Serpentara, che chiude in vetta un girone del quale era la vincitrice designata. Non è stato facile, ma ce l’ha fatta, grazie anche al carattere di Lucidi, che in un colpo solo cancella tante delusioni, brindando la suo primo campionato conquistato in panchina. Doppia gioia per l’ex Lupa e San Cesareo, condottiero di un Serpentara che ora può finalmente sentirsi di un’altra categoria.

 

SERPENTARA-CRE.CAS. 3-0

SERPENTARA: Bravetti (43’st Mennini), Brasiello, De Santis, Rubino, Casciotti, Scotto di Clemente, Romagnoli, Abbondanza, Barile (42’st Taglietti), Morici (22’st Niro), Mattei. A disp.: Rocchi, Fazi, Carpentieri, Ferro. All.: Lucidi.

CRE.CAS.: Lauri, Bernasconi (10’st Pangallozzi), Oliva, Ferraro, Corsi, Calabresi, Santi, Giacché, Cerroni (18’st Ansini), Matozzo, Pangrazi (29’st Serini). A disp.: Massimi, Bevilacqua, Ferramini, Oliva. All.: Gentili.

ARBITRO: Saia di Palermo.

MARCATORI: 25’pt, 15’st rig., 34’st Barile.

NOTE: Ammoniti: Giacché (C), Cerroni (C), Casciotti (S), Mattei (S); Espulso: Corsi (C) al 14’st per doppia ammonizione; allontanato Lucidi (S) al 40’pt per proteste.

 

Matteo Latini

Con una giornata d’anticipo, dopo tanta sofferenza e la paura di non potercela più fare: un mix perfetto per far esplodere la gioia e godersi il trionfo. La Lupa Roma chiude i giochi in una domenica bagnata dalla pioggia ma soprattutto da quello champagne che Alberto Cerrai aveva messo a prendere fresco fin da agosto, dopo aver dichiarato l’obiettivo esplicito di voler tagliare il traguardo davanti a tutti. Così è stato oggi, quando anche il Selargius si è dovuto fare da parte, assistendo al trionfo romano scaturito dalla bandiera bianca definitivamente sventolata dal Terracina in quel di Anzio.

Con l’orecchio teso alla radiolina, i ragazzi di Cucciari sapevano che a loro spettava solo il compito di vincere. Per vedere la Lupa affondare la prima volta la lama bisogna aspettare solamente 3’, tanto è basta a Tajarol per scaldare un mancino che Gioio non trattiene, riuscendo solo in un secondo tempo a tornarne in possesso con LorenzoCerrai lì in agguato.

Il primo brivido è solo il preludio ad un gol che si respira nell’aria del “Desideri”. Passano appena 30’’ e Cerrai jr torna a farsi vedere, questa volta in versione assist man, mettendo sulla testa di capitan Perrulli un pallone d’oro che il numero 10 devia di testa dove l’estremo difensore sardo non può arrivare, mettendo i suoi immediatamente al comando della gara.

Sbloccata la situazione, la capolista non fa passare poi molto prima di incrementare il proprio vantaggio. 3’ bastano e avanzano a Tajarol per liberare nuovamente il sinistro, spedendolo questa volta nell’angolino basso, neanche fosse un proiettile di quella mitraglia che l’ex bomber di San Cesareo questa volta può mostrare ad un pubblico già con la testa ad un’altra categoria.

È un monologo capitolino, ma fatalmente i fantasmi tornano a riaffiorare in quel di Fiumicino quando sul cronometro scatta la mezzora. Alla prima folata il Selargius fa male, con Sanna che arriva davanti a Di Loreti, dove il numero 1 di Cucciari non lo lascia passare ma è costretto a metterlo giù.

Il signor Mazzei non può far altro che assegnare il penalty, lo stesso Sanna va sul dischetto e non fallisce il compito di riaprire una questione che la Lupa già credeva chiusa.

Le gambe della capolista non tremano e a spazzare via le paure di non farcela arriva la presenza rassicurante di Perrulli. Da bravo capitano è lui ad incaricarsi di una punizione sulla quale al cross preferisce la battuta diretta a rete: Goio non trattiene, la pioggia lo tradisce, la Lupa Roma torna ad allungare.

Ad ali spiegate i padroni di casa volano ancor più verso la Lega Pro al 40’. Neri innesca Tajarol e lo segue, arrivando per primo sul pallone che Goio riesce sì a levare dai piedi del numero 9 di Cucciari ma non a salvare sul tap-in che lo stesso Neri insacca in una porta vuota e riempita dall’ennesimo mattoncino sulla strada lastricata verso il piano superiore.

Prima di andarsi ad asciugare Tajarol potrebbe anche arrotondare il punteggio ed il proprio score, ma questa volta la testa lo tradisce e la sfera indirizzata verso il full, finisce con lo spegnarsi tra le braccia dell’estremo difensore sardo.

Il primo tempo si chiude in bellezza, la ripresa inizia con il riaffiorare di vecchie fragilità. Cucciari richiama a sé Perrulli e Tajarol troppo presto, la Lupa rallenta e il Selargius torna a stuzzicare le paure. Ci pensa Giron a far tremare nuovamente il “Desideri”, sorprendendo Di Loreti su una punizione calciata da zone più consone ad un cross a centro area, ma l’esterno di Fadda sceglie la via della porta ed il suo mancino gli da ampiamente ragione.

I sardi sono ancora distanti, ma appena 6’ più tardi la Lupa se li ritrova maledettamente vicino. La linea arretrata di Cucciari lascia a Sanna il tempo d’inserirsi su un rilancio di Pandori, fatto schizzare verso il centravanti di Fadda da un terreno che gli viene in aiuto. Di Loreti si ferma in tempo questa volta, ma il loab del numero 11 lo scavalca inesorabilmente, restituendo al “Desideri” una partita vera e propria, con il Selargius ancora in corsa.

Lupa però non trema ma si arrabbia e decide di aver scherzato anche troppo con il fuoco. A rischiare di bruciarsi è nuovamente il Selargius al quarto d’ora, quando Celli, Masciantonio e mettono in piedi un’azione tutta made Lupa Frascati, con Goio che quasi per caso si ritrova tra le braccia il pallone calciato centralmente dal numero 7.

Il duello tra i due si rinnova poco dopo ma questa volta l’esito è radicalmente diverso. Raffaello mette al centro per Leccese, che non può tirare ma solo fare da sponda. A Neri basta questo, il resto lo fa il terreno viscido e la presa insicura del portiere sardo: la quinta zampata va a segno e la capolista torna a prendere il largo.

La Lupa però non si sazia e capisce che fermarsi sarebbe delittuoso. Al 23’ gli artigli provano a ferire nuovamente il Selargius, ma questa volta Goio va giù bene sul diagonale di Bova, poi sulla linea di porta è Pandori a spazzare il più lontano possibile il tap-in di Masciantonio.

Sembra sia scritto che il punto esclamativo debba allora metterlo Leccese. Dal Villad’Almè al Selargius, l’argentino chiude il cerchio ideale della trilogia di Cerrai, scrivendo la parola fine alla mezzora, ponendo l’ultimo sigillo ad una pratica tenuta fin troppo tempo aperta.

L’uscita dal campo degli ospiti si compie al 42’, quando Pili stende Raffaello con un intervento fuori tempo e fuori luogo, prendendosi il rosso e lasciando i suoi anche con l’uomo oltre che con troppi gol in meno.

È l’ultimo atto, poi inizia il rapido countdown scandito da magliette celebrative che colorano una tribuna con gli occhi alla Lupa Roma e le orecchie ad un “Bruschini” dove al Terracina l’orgoglio serve solo per strappare un pareggio che certifica la fine dei giochi e da il via alla festa. Cucciari firma la seconda promozione consecutiva, conducendo in porto una nave sapientemente costruita dal presidente Cerrai, con rematori d’eccellenza come Perrulli, Capodaglio e Tajarol, ma soprattutto con la stella polare Andrea Servi, presente con lo spirito nei cuori dei suoi compagni che tenevano troppo a dedicargli questa vittoria per non poterla centrare.

Il viaggio si chiude prima degli ultimi 90’, Roma ritrova la sua terza realtà nel professionismo: la Lupa è ufficialmente di un’altra categoria.

 

LUPA ROMA-SELARGIUS 6-3

LUPA ROMA: Di Loreti, Forti (30’pt Ceniccola), Celli, Capodaglio, Bova, Campobasso, Neri, Raffaello, Tajarol (6’st Leccese), Perrulli (8’st Masciantonio), Cerrai. A disp.: Di Filippo, Sentinelli, Crescenzo, Luciani, Scibilia, Morini. All.: Cucciari.

SELARGIUS: Goio, Pandori, Giron, Callai, Piselli, Piras (30’st Lorrai), Giordano, Mandas (8’st Pili), Lai, Sanna. A disp.: Caddeo, Melis, Contu, Fanunza. All.: Fadda.

ARBITRO: Mazzei di Barletta.

MARCATORI: 3’pt 35’pt Perrulli (L), 6’pt Tajarol (L), 30’pt rig. 12’st Sanna (S), 40’pt 19’st Neri (L), 6’st Giron (S), 30’st Leccese (L)

NOTE: Ammoniti: Di Loreti (L), Ceniccola (L), Cabras (S), Lai (S); Espulso: Pili (S) al 42’ st per gioco pericoloso; Recupero: 2’pt, 3’st.

 

Matteo Latini

Poteva essere la fine dei sogni e invece l’Olbia è riuscita a realizzare le sue speranze di agganciare i playoff. Al “Pera” i sardi centrano quel pari che bastava per declassare il San Cesareo, facendolo retrocedere al terzo posto e dandogli appuntamento fra una settimana, quando ci sarà il remake in salsa spareggio.

Partita decisamente brutta in un primo tempo orfano di azioni praticamente fino al 23’ quando è Masia a provare la prima velleitaria conclusione verso la porta di Matera.

Alla mezzora è nuovamente il numero 8 di Biagioni a provarci, questa volta su punizione, calciando però tra le braccia dell’estremo difensore rossoblù.

Il clima di noia, viene improvvisamente rotto al 33’, quando la gara cambia di colpo. È il destro di Varone da fuori ad ingannare Matera, che valuta male la traiettoria, venendo scavalcato dal pallone, che picchia sulla faccia interna della traversa e ricade oltre la linea bianca, spezzando lo 0-0 e mettendo in avanti i sardi.

La reazione del San Cesareo è flebile: al 39’ ci prova per la prima volta Siclari, ma la barriera respinge il suo calcio di punizione.

Poco più tardi tocca a Foderaro provarci, spedendo però il pallone comodamente tra le braccia di Sorrentino.

Nel finale è l’Olbia allora a rischiare i passare di nuovo, ma Matera si allunga bene sulla punizione insidiosa di Corona.

La ripresa sembra iniziare con il ritmo da sbadigli della prima frazione. Il San Cesareo sembra spento e mister Ferazzoli prova a riaccenderlo spendendo in campo Cerro, De Paolis e Del Vecchio. La prima vera occasione del secondo tempo è però ospite, con Pozzebon che si vede deviare il pallone da D’Ambrosio proprio a pochi passi dalla linea di porta.

Il nuovo pericolo scuote i padroni di casa, che al 25’ iniziano a carburare, con Siclari che costringe Sorrentino alla prima vera parata dell’incontro per deviare il suo destro da fuori.

Dalla bandierina è ancora il numero 11 di Ferazzoli ad avere l’opportunità di pareggiare, non inquadrando però lo specchio con il suo colpo di testa.

Al 29’ ci prova invece Cerro, con la barriera che devia la sua punizione, ma non inganna un attento Sorrentino.

L’opportunità per pareggiare i padroni di casa la collezionano al 34’, quando i tre neo entrati orchestrano, con Cerro che serve De Paolis, a sua volta bravo a far scorrere verso Del Vecchio, che calcia praticamente a botta sicura, trovando i piedi di Sorrentino a dirgli di no.

Lo spunto decisivo arriva però sull’azione successiva. Gli interpreti sono sempre gli stessi, ma questa volta è Del Vecchio ad imbeccare De Paolis, che davanti la porta non sbaglia, siglando l’1-1.

La ricorsa del San Cesareo rischia però di andare in frantumi al 40’, quando il neoentrato Morini cerca direttamente la porta sulla punizione da posizione defilata, trovando la testa di D’Ambrosio a salvare Matera.

L’ultimo brivido lo regalano i padroni di casa. Bernardi scende a sinistra e mette al centro, Longobardi liscia ma sul pallone piomba Del Vecchio, che si coordina ma spara alto.

Non basta il punto al San Cesareo per evitare il terzo posto ed un nuovo match con l’Olbia tra appena sette giorni. I sardi ottengono quel che volevano, centrando un obiettivo assolutamente meritato. Tra sette giorni di nuovo al “Pera”, dove questa volta alla compagine di Biagioni non basterà il pareggio.

 

SAN CESAREO-OLBIA 1-1

SAN CESAREO: Matera, Olivieri, Bernardi, Gissi, D’Ambrosio, Galluzzo, Fiore (13’st Cerro), Ramacci (13’st Del Vecchio), Longobardi, Foderaro (1’st De Paolis), Siclari. A disp.: Sabelli, Stazi, Tarantino, Campanella, Fischetti, Felici. All.: Ferazzoli.

OLBIA: Sorrentino, Malesa, De Cicco, Varone (37’st Simeoni), Peana, Varrucciu, Capuano, Masia, Pozzebon, Corona (19’st Molino), Aloia (40’st Budroni). A disp.: Saro, Doddo, Abachisti, Taras, Farina, Manetta. All.: Biagioni.

ARBITRO: Zingarelli di Siena.

MARCATORI: 30’pt Varone (O), 36’st De Paolis (S).

NOTE: Ammoniti: Gissi (S), Ramacci (S), Del Vecchio (S), Masia (O), Molino (O); Recupero: 1’pt, 4’st.

 

Matteo Latini

MassellaE' finita. Stavolta, senza se e senza ma, stavolta nel vero senso della parolaE' finita, per entrambe le contendenti. L'Anziolavinio di Chiappara, all'ultima su questa panchina davanti al proprio pubblicosalvo ad una giornata dal termine, date anche le sconfitte di Budoni e Latte Dolce, quest'ultima con il San Cesareo. E' finita, soprattutto per il Terracina di Agovino, vista la straripante vittoria interna della Lupa Roma, per 6-3 sull'Arzachena e ormai imprendibile.

 

 

L'1-1 del Bruschini di Anzio, è frutto delle reti nella ripresa di Massella prima, per i padroni di casa e di Genchi nel finale, poco prima del triplice fischio. Che sancisce in via definitiva, il passaggio nella nuova Serie C 2014/2015 della Lupa Roma, vincitrice del Girone G.

La gara per tutti i novanta minuti, vive di un clima intenso e particolare. Per via sicuramente del doppio fulmineo vantaggio che arriva dalla Lupa Roma e per un primo tempo, che per le due squadre è stato piuttosto noioso. A fare la gara è il Terracina, ma i ritmi sono blandi e ad avere le prime occasioni è l'undici di Chiappara. Come al 9' e al 15'. Ma soprattutto al 19', quando è Angeletti ad avere sui piedi la palla dell'1-0, ma Porcaro è attento e respinge in angolo. Ospiti che si svegliano e reagiscono poco dopo, quando al 26' Vano tutto solo sulla sinistra dell'area di rigore, trova un conclusione beffarda che si stampa sulla traversa. Poi, quasi più nulla da registrare, tranne un tiro di Tulli al 42' che conclude sullo 0-0, la prima frazione.

Ripresa, che al contrario apre subito con il botto. Il Terracina rientrato piuttosto nervososi lascia andare e in poco tempo resta addirittura in nove uomini. Prima, al 7' è Vano che a gioco fermo, assesta una gomitata al suo avversario. Per il direttore di gara ci sono pochi dubbi ed è rosso diretto. Qualche istante dopo, ci pensa Marzullo a prendere anch'esso anzitempo la strada degli spogliatoi, dicendo qualcosa di troppo allo stesso direttore di gara, che ascolta e al 15', estrae il secondo rosso. La gara adesso diventa un vero monologo portodanzese, alla ricerca del gol del vantaggio.

Gira e rigira, la difesa pontina non può resistere a lungo e dopo essersi salvata al 26' e al 30' con il nuovo entrato Zigulich che spedisce a lato, capitola al 39'. Quando è Massella a difesa scoperta, a battere Porcaro dopo aver controllato in area, 1-0. Partita che sembra in dirittura d'arrivo, ma all'ultimo istante dopo il continuo giro palla dei padroni di casa, arriva il pari ospite con un contropiede fulmineo. Al 48' realizza Genchi, per l'1-1 del Terracina. Mentre qualche istante dopo, il triplice fischio, mette fine alle ostilitàE al campionato.

ANZIOLAVINIO - TERRACINA 1-1

ANZIOLAVINIO: Rizzaro, Ugolini, Succi, Nanni (41'st Picariello), Petricca, Fioravanti, Musilli (21'st Drago), Guida (46'st Zigulich), Massella, Tulli, Angeletti. A disp.: Colarieti, Giordani, Di Dionisio, Lauri, Giancana, Bendia. All.: Chiappara.

TERRACINA: Porcaro, Sbardella, Madeddu, Vitale, Varchetta, Bucciarelli, Oggiano (16'st Falco), Nuvoli, Fava (32'st Genchi), Marzullo, Vano. A disp.: Teoli, Botta, Serapiglia, Marra, Costantino, Di Paolo, Miele. All.: Agovino.

ARBITRO: Massimi di Termoli.

ASS 1: De Palma di Termoli.

ASS 2: Pizzi di Termoli.

MARCATORI: 39'st Massella (An), 48'st Genchi (Tr).

NOTE: Espulsi al 7'st Vano (Tr), per gioco violento e al 15'st Marzullo (Tr) per proteste. Ammoniti: Nanni, Musilli e Vitale.

 

                                                                                                                                  Fabrizio Consalvi

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