Aprile 26, 2019

A tu per tu con Gianluca Valerio: "Tratto i miei ragazzi da grandi, senza sacrificio non si ottiene nulla"

Doppio incarico per Gianluca Valerio, tra la sua Under 17 Elite in lotta come ogni anno ormai, per un posto nei play-off ma in un raggruppamento diverso dal solito e con un progetto di crescita con i classe '2003, che pian piano sta prendendo forma. Dalla stagione attuale ai metodi, sia di allenamento che mentali, perchè passano gli anni e le classi d'età cosi come i campionati, ma "gli" Atletico 2000 di Gianluca Valerio sono sempri le stessi. Non mollano di un centimetro.

Mister, partiamo dall'attualità e poi allarghiamo il discorso. Vittoria con l'Under 17 domenica scorsa, 3-0 sul Pro Roma in un girone chiuso si può dire a 5 squadre.

"Era una partita per noi da prendere con le dovute attenzioni. Il Pro Roma veniva da 7 punti raccolti nelle ultime 3 partite e anche nelle sconfitte arrivate nel girone di andata aveva sempre perso per un gol di scarto. Siamo stati bravi mentalmente a indirizzare la gara in un certo modo. Il 3-0 è frutto anche di numerose azioni sviluppate, senza frenesia di fare immediatamente risultato, ma con la capacità che abbiamo avuto di aspettare".

La differenza storica tra i due gironi del campionato Allievi è questa, nel primo è solitamente un discorso chiuso a 4,5 compagini (non solo quest'anno) e una lunga lotta per play-out e quindi retrocessione. A differenza del Girone B dove c'è lotta al vertice, storicamente 3,4 formazioni per il terzo posto e poi si arriva al discorso play-out. Lei è d'accordo?

"Sostanzialmente sono d'accordo, guardi a differenza della scorsa stagione facciamo trasferte più sul litorale, quindi Ladispoli, Civitavecchia, mentre nel Girone B ci sono campi complicati come SS Michele e Donato, Latina S. Sermoneta etc, dove fare punti è difficile e le trasferte sono per via di cose più lunghe. La differenza la fanno per me aldilà delle big, quelle 4,5 squadre di mezzo tra la lotta play-off e il discorso salvezza ed è valido per entrambi i raggruppamenti".

Due settimane fà ho visto Romulea - Atletico 2000 degli Under 16 Elite e una cosa mi ha colpito della sua squadra. Cioè la capacità che lei ha di dare sempre e comunque la stessa impronta, anno dopo anno, classe dopo classe, le squadre di Gianluca Valerio si riconoscono sempre (tignose, non mollano un fallo laterale ad esempio).

"L'Under 16 di quest'anno è un gruppo davvero particolare. Abbiamo giocato finora con ben sette portieri diversi, il regista per via di un infortunio è dovuto tornare in Abruzzo e abbiamo qualche assente di troppo. E' importante la tenuta mentale ed è li che io batto spesso per prepararli. Il Girone è una specie di Premier League, con Vigor, Urbetevere, Pol. Carso, Romulea, Ostia Mare, Ferentino. Finora ce la stiamo giocando con tutti, eravamo avanti con la Vigor, abbiamo vinto in rimonta al Campo Roma e anche sabato scorso a 11 minuti dalla fine vincevamo 2-1 con l'Albalonga, che è una grande squadra è ha rimontato. La cosa fondamentale è la preparazione e fare un discorso più a lungo termine. Tenendo in mente che la differenza d'età nel passaggio da Under 16 a 17 è il fattore principale di sviluppo".

Da che concetti di base parte ad inizio stagione e come prosegue il lavoro settimanale, perchè è questa la domanda a cui voglio arrivare. Faccio un esempio con i classe '2003, con cui è a lavoro per un discorso che porta alla prossima stagione.

"Li tratto sin da subito da grandi, perchè questo a 16 anni stanno diventando. Quindi zero vittimismo, zero scuse. Chi merita gioca, chi non si impegna in allenamento resta fuori ed è giusto così. Bisogna dargi subito un trattamento da calciatori, una volta finita l'annata con me, quindi dopo l'Under 17 cerco di farli essere pronti per il calcio che conta, vedi Eccellenza, chi merita Serie D, Serie C o meglio ancora le professioniste. Di esempi negli ultimi tempi all'Atletico 2000 ne abbiamo".

Le tante presenze in Eccellenza danno l'esperienza di un certo tipo di calcio, che porta ed è evidente anche adesso in panchina. A chi si è ispirato inizialmente e chi attualmente, anche nel calcio che conta.

"Ai centrocampisti di una volta, ai Carlo Ancelotti di Roma e Milan, al Fabio Capello giocatore e allenatore. Mi piace la semplicità, il sacrificio e il sapere bene che il calcio è fatto di momenti. Quando c'è da stringere i denti e difendere bisogna farlo, anche buttando via il pallone. Perchè da questo poi arriva la fase offensiva e quindi il gol".

Veniamo ad un discorso più in generale, quanto è più difficile o facile rispetto a quando giocava lei questo mondo, parlo del calcio dilettante e di riflesso del calcio giovanile.

"Adesso secondo me sono molto avvantaggiati rispetto ai miei tempi, ma ci vuole sacrificio. Io ricordo andai alla Spes per la Juniores Nazionale e la Serie D, con a volte doppie trasferte in Sardegna. Quindi andata e ritorno il sabato e stessa cosa la domenica. Non c'era il discorso di dover farli giocare per forza. Adesso e da 15 anni a questa parte per il discorso dei fuori quota c'è più spazio ed è questo che cerco di imparare ai miei ragazzi. Che andare a fare una Serie D di livello può essere importante, perchè lo spazio c'è se si ha la capacità di sfruttarlo".

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