Dicembre 09, 2018

#ilcalciochevorrei | La scelta dell'allenatore: dove la società non può e non deve sbagliare

Analizziamo oggi, brevemente, un altro aspetto spesso trascurato nel calcio giovanile ma che, a nostro avviso, è invece di fondamentale importanza: la scelta dell'allenatore. 

Tra Giugno e Luglio ogni società è infatti chiamata a scegliere quali saranno i tecnici della nuova stagione, una scelta fondamentale ma a cui non sempre viene data l'importanza che merita. L'allenatore, infatti, non è solamente chi guiderà la squadra in campo e dovrà portare vittorie e gioie, l'allenatore in questo ambito è qualcosa di più. Un tecnico, ad esempio, quando la squadra è impegnata in trasferta è di fatto il vero rappresentante della società (non sempre, infatti, possono esserci massimi dirigenti al seguito), un tecnico deve incarnare quelle che sono le filosofie della società, portare avanti un progetto (quando c'è...), deve soprattutto essere un modello e una guida per i ragazzi della sua squadra. Chi ha giocato a calcio, seppur a bassi livello, conosce perfettamente l'importanza che ha un allenatore nella crescita di un ragazzo. Alla stregua di un professore, un tecnico è spesso un modello che ogni ragazzo si trova di fronte, di cui imparerà i comportamenti, la visione, l'etica, la passione e di cui si ricorderà per molto tempo. 

E' per questo che, a mio avviso, scegliere un allenatore non vuol dire solo vedere cosa c'è su piazza di disponibile, vuol dire andare a cercare chi veramente lavora nel modo giusto, chi farà crescere i miei giocatori, chi darà lustro alla mia società. Quando un allenatore viene scelto sulla base di queste caratteristiche, allora non può esserci, come spesso accade, un esonero dopo poche giornate. Tralasciando il fatto che trovo allucinante qualsiasi esonero di tecnici di settore giovanile (a meno che non ci siano problemi personali o di rapporti interni), sarà proprio il criterio della scelta la discriminante per far si che un risultato non cambi l'idea di una società. 

Quando un allenatore, e purtroppo accade spesso, viene scelto solo con l'intento di portare risultati (vittorie) alla squadra, allora è chiaro che tutto il suo lavoro viene giudicato solo sulla base dei punti in classifica. Ma un allenatore di settore giovanile, a mio avviso, è di più. Quando una società sceglie sulla base di tutte le caratteristiche che abbiamo tracciato prima, non esiste esonero perchè c'è condivisione sulla linea guida, sugli obiettivi e sulle logiche. 

Il consiglio, quindi, è di prendersi il giusto tempo, sia per le società, sia per gli allenatori. Le società devono pensare bene a chi sarà il loro rappresentante e i tecnici devono pensare bene al perchè sono stati scelti, se sono stati chiamati per portare un salvezza o un titolo e basta, o per portarsi dietro qualche giocatore (tralasciando il fatto che sarebbe vietato dal regolamento tecnico fare mercato per gli allenatori), allora lasciate stare e accettate solo chi vi cerca perchè ha riconosciuto in voi le caratteristiche ideali. 

Quella, allora, sarà la scelta che vi farà sedere, a fine stagione, sulla stessa panchina. 

Alessandro Grandoni

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Alessandro Grandoni

Direttore Responsabile ed Editoriale di FuoriAreaWeb.it e CalcioNazionale.it.

Laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione con indirizzo Giornalismo presso La Sapienza di Roma, Giornalista Pubblicista da Luglio 2005, ha collaborato in passato con varie testate giornalistiche sportive come il Corriere dello Sport, Radio Incontro, Radio Spazio Aperto e Rete Sport. 

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