Dicembre 13, 2018

#ilcalciochevorrei | Protagonista in una piccola o uno dei tanti nelle "Big" d'Elite? La lunga estate caldissima di genitori e ragazzi..

Continuiamo il nostro viaggio all'interno del mondo del calcio giovanile della nostra regione trattando un tema assai caldo soprattutto in queste settimane. I campionati sono finiti, è tempo di tornei, di prove, di telefonate di direttori sportivi, di scelte, per i ragazzi e per i genitori. Il tema, alla fine, è sempre quello: quale squadra scegliere per la prossima stagione?

Partiamo da una premessa, o meglio una domanda, che rispecchia quello che in realtà a me piacerebbe di più.

Ma che male c'è a rimanere nella stessa società, crescere in un gruppo di amici, diventare il simbolo della tua squadra, aiutare la tua società a vincere, senza dover ogni anno andare ad inseguire questo o quel trofeo?

La domanda nasce spontanea, soprattutto se ripenso al calcio giovanile di molti anni fa, dove giocavi nella squadra del tuo quartiere, crescevi, passavi di categoria in categoria e ti muovevi solo era una professionista a chiamarti (badate bene, a chiamarti, non a essere convinta visto che pago convitto e quanto altro). Ora la situazione è cambiata, si è esasperata, ogni anno sembra che si debba ricercare sempre la società che mi darà la possibilità di vincere, di farmi vedere, di andare a fare provini di qua e di là, e cosi facendo si perde il bello di quello che resta e deve restare uno sport. La sfida più bella, a mio avviso, è proprio quella di diventare grande insieme alla tua società, al tuo gruppo di amici, non quella di girovagare per tutta Roma, spesso facendo chilometri su chilometri per ogni allenamento, perchè così si avrà la possibilità, forse, di lottare per un titolo o per un provino. Ma la sfida, badate bene, è anche alle singole società, ai singoli allenatori. 

Mi chiedo: ma non è più bello far crescere dei ragazzi, portarli da un livello magari basso ad uno più alto, migliorarli, crescere insieme a loro, anzichè andare ogni estate a rifare le squadre prendendo giocatori come se si fosse al supermercato? 

La risposta, per me, è scontata, ma mi accorgo sempre di più che invece ci si muove verso altri scenari. In queste circostanze, allora, proviamo a spostare l'attenzione su un altro aspetto, a mio avviso fondamentale, che andrebbe valutato con grandissima attenzione, sia dai ragazzi (perchè penso siano loro a dover scegliere) che dai genitori, mettendo al primo posto la felicità di giocare a calcio, e non chissà quale altro obiettivo. 

E' questo il tempo delle scelte, delle società che ti chiamano, della ricerca della squadra che fa l'Elite come se il resto non fosse calcio. Normalmente la storia è questa: da una cosiddetta piccola, o una squadra che fa i regionali, si prende il volo verso le migliori d'Elite, si va in ritiro, si fanno le prime amichevoli, le prime giornate, e da protagonisti come si era, con il sorriso sulle labbra, si passa a visi tristi e imbronciati in panchina o, nella peggiore delle ipotesi, in tribuna. E' questo, normalmente, il prezzo che si paga per scegliere di andare a ricercare chissà quale visibilità, come se far parte di una big desse in automatico la possibilità di emergere (fermo restando che, ripetiamo, è una rarità un ragazzo che arriverà poi stabilmente nel grande calcio). 

Mi chiedo allora: ma non è meglio valutare con molta attenzione tutto questo, mettendo sempre al primo posto la soddisfazione e la felicità di giocare e divertirsi, anzichè cercare di arrivare chissà dove, per poi accorgersi che forse, dico forse, si stava meglio nella propria piccola realtà, che magari non lotterà per vincere, ma dove poter continuare a coltivare amicizie, gioie e piccoli successi?

Per carità, la mia mi rendo conto che è un'utopia in un mondo dove ormai si cerca solo di arrivare da qualche parte passando sopra a valori che, alla fine, risultano assai più importanti ma che si scoprono solo a giochi fatti.

In fondo sentivo solo l'obbligo di farvelo notare, prima di fare scelte di cui, spesso, ci si pente a stagione in corso..

Alessandro Grandoni

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Alessandro Grandoni

Direttore Responsabile ed Editoriale di FuoriAreaWeb.it e CalcioNazionale.it.

Laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione con indirizzo Giornalismo presso La Sapienza di Roma, Giornalista Pubblicista da Luglio 2005, ha collaborato in passato con varie testate giornalistiche sportive come il Corriere dello Sport, Radio Incontro, Radio Spazio Aperto e Rete Sport. 

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